
La Direttiva Bassa Tensione 73/23/CEE del 19 Febbraio 1973 (Legge 79 del 18 ottobre 1977) è stata adottata con l'intento di ravvicinare le varie legislazioni degli Stati membri relativamente all'uso di materiale elettrico entro certi limiti di tensione.
Essa fissa infatti i parametri di applicazione entro i 50 e 1000V per apparecchi con corrente alternata, e fra 75 e 1500V con corrente continua.
Nel 1993 è stata promulgata anche la direttiva 93/68/CEE (recepita con D.Lgs 25.11.1996 n° 626) che integra e modifica la 73/23/CEE con lo scopo di uniformare i criteri di valutazione di conformità con le altre direttive (fra le quali anche la 90/396/CEE Apparecchi a gas, 92/42/CEE Caldaie ad acqua calda, 89/336/CEE Compatibilità elettromagnetica, 89/392/CEE Macchine).
Dal 16 gennaio 2007 è in vigore la Direttiva 2006/95/CE, versione codificata, che sostituisce le direttive 73/23/CE e 93/68/CE e che non contiene sostanziali modifiche rispetto alle precedenti direttive.
In questo modo vengono coperti tutti i rischi che si possono verificare dall'utilizzo di materiale elettrico, coinvolgendo aspetti ad esso correlati come rischi meccanici, chimici e gli aspetti di carattere sanitario legati al rumore, alle vibrazioni ecc.
Si considerano conformi ai requisiti essenziali della direttiva i prodotti fabbricati nell'osservanza delle disposizioni delle norme europee (norme armonizzate), disposizioni internazionali o nazionali, scelte a seconda della destinazione d'uso.
Per dimostrare la conformità del proprio prodotto, e rilasciare la relativa dichiarazione di conformità, il produttore deve mantenere a disposizione la documentazione tecnica che dimostri il soddisfacimento dei requisiti essenziali della direttiva.
Il ns. laboratorio è attrezzato per eseguire le prove di laboratorio su questa tipologia di apparecchi.